SIRELLI? ORRENDO!

La sua strategia? Una palingenesi cognitiva legata alla scoperta.

Massimo Sirelli lo ho conosciuto quasi per caso, o meglio, grazie ad una puntata su LaEffe in cui gli hanno dedicato uno spazio per presentare il suo progetto “Adotta un Robot”, e quindi, probabilmente, grazie ad un duro lavoro di crescita artistica e posizionamento (Personal Branding), tutt’altro che casuale.

Dato che il primo acquirente della collezione “Adotta un Robot” era stato Giorgio Napolitano – eh sì, il Presidente Emerito della Repubblica – non potevo come “Giorgio” esimermi dal ricalcarne l’esempio – comunque uno dei pochi che avrei condiviso con il Presidente -.

Margherita è il robot adottato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

http://adottaunrobot.com/dettaglio-robot.php?id=71

 

 

 

 

Sirelli di recente ha lanciato, personalmente, una strana campagna che punta a denigrare in modo diretto il proprio ruolo e la propria produzione artistica. Perché?

Beh, in primis perché probabilmente qualcuno avrà provato a definirlo banale, senza magari considerare che è uno dei pochi che riesce ad esprimere una cifra stilistica che risponde di metodo, ricerca ed esercizio, in un ambito bazzicato praticamente da chiunque possa permettersi di stampare o colorare un foglio, l’arte POP contemporanea (di viventi).

Nel suo essere semplice ed immediatamente comprensibile Sirelli, anzi Massimo, esprime un forte valore analogico attraverso i soggetti scelti ed il modo in cui li ritrae o ripropone.

I robot sono un oggetto che ha popolato e continuerà a popolare i desideri di infanzia di grandi e piccini. I soggetti dei quadri sono personaggi che hanno, tipicamente nel bene, segnato la storia dell’umanità e rappresentato un sogno, una speranza, un trasporto emotivo. I palloni sono e saranno sempre simbolo di gioco, libertà e spensieratezza, magari vissuta e oggi perduta. Impossibile non rimanere catalizzati dall’opera.

Soggetti attraverso cui le persone possano rivivere emozioni, ricordi, prospettive o percezioni.
Soggetti con cui le persone possano immediatamente identificarsi.

Ti criticano? Ti offendono? Ti sminuiscono? Perché non approfittarne e trasformarlo in un tema di marketing?

E così Massimo crea un matching perfetto tra l’esagerazione di una presunta condizione di critica ed i temi fondamentali della comunicazione, ovvero le emozioni ancestrali, propone la campagna “SIRELLI? Orrendo!”

 

 

Perfetto mix tra irriverenza, autoironia, imprevedibilità ed inattesa produce un forte stimolo di curiosità per ciò che può essere potenzialmente “spaventevole” – gusto per l’orrido -. Il fruitore non può non approfondire.

E qui la sorpresa; nonostante vi sia una aspettativa disattesa (mai disattendere le aspettative del consumatore, vi diranno, proponendo un’esperienza facendo poi concretizzare l’opposto) questa produce un sapore dolce amaro che è forse più forte di quanto di orrido e banale ci si aspettava.

 

 

 

Si finalizza quindi una palingenesi cognitiva attraverso la sorprendente scoperta di un’opera tanto potente quanto immediata, tanto semplice quanto bella. Dai tratti spessi ma non forti e dai colori decisi ma ben equilibrati.

 

 

 

Non sono un esperto d’arte, tanto da potermi potermi permettere una “critica”, anzi, sono un profondo ignorante della materia. Ma questa mia ignoranza mi da la possibilità di proporvi una lettura alternativa, non accademica, comunicativa e filosofica dell’opera e dell’artista.

 

Mi scuso da subito per aver selezionato foto della sua più recente produzione che non riescono a sintetizzare il suo percorso ne il suo “massimo”.

Alto 4 metri e costruito con oltre 50 scatole, Fonzy Rendano è il Robot che ho realizzato per il festival “Di Piazza in Piazza” Festival delle Arti di Strada, 5-6-7 luglio dalle 18:00 Centro storico di Cosenza.